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Fase i
I legni più usati sono: il tiglio, il pioppo, la quercia, il cedro, la betulla, a seconda dei luoghi e delle tradizioni. Per le icone di grandi dimensioni è
necessario unire più assi e incastrare sul retro delle traverse in modo da
contenere i movimenti del legno. Fase ii
Successivamente si stende uno o due strati di colla di origine animale ben calda.
Fase iv
Se il fondo dovrà essere dorato, i contorni delle figure vengono incisi con una punta per non perderne il disegno durante l’esecuzione della doratura.
Nella tecnica più antica il fondo viene
ricoperto con alcuni strati sottili di terra rossa (bolo) e collante organico
(a), lucidato con una punta d’agata (b) e rivestito di sottilissimi fogli d’oro
(c) che verranno lucidati. Fase v
Successivamente si passa alla “lumeggiatura” cioè allo schiarimento progressivo di aree sempre più limitate, come se tutto fosse illuminato dall’interno. Gli ultimi tratti, sono i punti di massima luminosità.
Dopo qualche tempo, necessario alla
completa asciugatura, si procede alla verniciatura dell’icona. Con il rito della benedizione l’icona diviene immagine sacra e una presenza di coloro che vi sono rappresentati, per la venerazione nella Sacra Liturgia o nella preghiera personale. |